IL RINASCIMENTO A SIENA

Rinascimento a Siena

Il Quattrocento a Siena si apre con la presenza in città di scultori di grande rilievo: Jacopo della Quercia, Lorenzo Ghiberti e Donatello. Le loro opere sono visibili in Battistero con il celeberrimo fonte battesimale e, in particolare, il pannello donatelliano del Festino di Erode. Al Santa Maria della Scala si conserva invece quello che rimane della Fonte Gaia scolpita da Jacopo della Quercia per la piazza del Campo e, in duomo, il San Giovanni Battista di Donatello. Il Quattrocento inoltrato, invece, è dominato dalla figura di Pio II, al secolo Enea Silvio Piccolomini. Letterato egli stesso e amante delle arti, inizia a Siena una fertile stagione creativa. In architettura una traccia visibile è riscontrabile nella Loggia e nel Palazzo Piccolomini di Via Banchi di Sotto e nel Palazzo delle Papesse in Via di Città. Il Cardinal Nepote, Francesco Piccolomini Todeschini, sulla scia dell’illustre zio materno, chiama a Siena Michelangelo per l’altare di famiglia in Duomo e Pinturicchio per la Libreria Piccolomini.